CANALE 65 DEL DDT

Non c’è più tempo: a Roma la conferenza unitaria del Turismo organizzato

Il grido d’allarme del comparto: “Turismo organizzato fermo da quasi 2 anni, servono subito interventi mirati. 

Non c’è più tempo. Il turismo italiano si ricompatta sotto questo slogan a due mesi di distanza dal grido “Subito’ lanciato a Rimini in occasione del TTG ma rimasto evidentemente inascoltato dalle istituzioni.  

Incertezza e difficoltà, oggi non c’è più tempo per queste parole. Le associazioni del turismo organizzato, da Astoi a Fiavet, Fto, Aidit, Assoviaggi e Maavi si uniscono per lanciare insieme l’ultimo grido di allarme e richiedere interventi urgenti mirati, subito. Dati alla mano emerge un quadro desolante 

Un comparto che “sta soffocando lentamente” come ha sottolineato Pier Ezhaya presidente di Astoi: “Da febbraio 2020 a dicembre 2021 abbiamo persi 21 miliardi di fatturato su 26, siamo al collasso e siamo stati abbandonati completamente dal Governo,  che deve assumersi oneri e responsabilità di quello che sta succedendo”. 

Una situazione drammatica che nasce dall’impossibilità per le imprese di poter operare liberamente: “L’Italia – prosegue Ezhaya– è l’unico paese in Europa in cui è tuttora presente una norma che di fatto non consente ai cittadini di viaggiare per turismo, un provvedimento ormai totalmente anacronistico, considerato il contesto pandemico attuale e l’alta percentuale di cittadini vaccinati”. Il quadro dipinto da Ezayha è catastrofico e certificato da numeri che non lasciano scampo ad interpretazioni: dai  13,3 miliardi di euro di fatturato del settore del 2019  siamo passati ai 3 del 2020 ed addirittura ad i 2,5 miliardi di ricavi del 2021 con una riduzione di oltre l’80%. Andando più nel dettaglio, i viaggi degli italiani verso l’estero fanno segnare nel 2021 una flessione del 92% a causa della chiusura di quasi tutte le mete extra Ue, mentre il business travel ha perso tre quarti del suo giro d’affari e il settore eventi registra un tonfo dell’80%. Anche l’incoming organizzato è crollato, la presenza di stranieri ha subito un calo del 54,6%, mentre il turismo scolastico si avvia ad essere completamente azzerato per il terzo anno consecutivo.   

Bisogna intervenire urgentemente – ha aggiunto Franco Gattinoni, presidente FTO – il premier Draghi aveva promesso rimborsi per le aziende bloccate per decreto, ora è arrivato il momento di ricevere quei fondi.  Ad oggi gli aiuti governativi sono arrivati con il contagocce e, di fatto, a fronte di una perdita del settore in 20 mesi pari a 20,5 miliardi, il Governo ha stanziato ad oggi soltanto 657 milioni (128 milioni ancora da distribuire), coprendo solo le perdite subite da marzo a luglio 2020. Quello che chiediamo un rifinanziamento dl fondo per to ed adv per il 2021 di almeno 500 milioni di euro”. Ed ora, a complicare ulteriormente un panorama già sconfortante c’è anche l’enorme punto interrogativo sulla proroga della cassa integrazione, che rischia seriamente di far partire dal 1 gennaio una raffica di lettere di licenziamento: “Vogliamo la proroga per il settore a giugno 2022 – le parole di Gianni Rebecchi, presidente di Assoviaggi – dopo due anni di lockdown serve urgentemente un sostegno alle imprese altrimenti rischiamo a fine di anno di avere oltre 40.000 persone senza lavoro e trovo inacettabile che alla data di oggi ancora non si abbia ancora nessuna notizia in merito alla proroga del provvedimento”.  

Un ritorno indietro di 10 anni per il settore, come ha evidenziato Domenico Pellegrino, Presidente Aidit: “La scarsissima mobilità internazionale costa all’Italia nel 2020 circa 100 miliardi di euro, per due terzi dati dalla minor spesa turistica in Italia e un terzo per il minor valore turistico aggiunto. Le chiusure del 2021 si prevedono anche peggiori perché manca completamente una visione stratica del turismo, si parla di digitalizzare il settore per salvarlo senza sapere che siamo da sempre un comparto all’avanguardia su questo fronte”. 

Un settore composto da 13.000 imprese e 86.000 addetti con una forte percentuale di giovani e quote rose, un patrimonio che rischia seriamente di essere disperso, come ha ricordato con veemenza Enrica Montanucci,presidente nazionale Maavi: “Si considera il turismo come un settore che si occupa di un’attività non essenziale, ma si dimentica con facilità che, invece, per 86mila persone si tratta di pane quotidiano, di vita, di famiglie da mantenere, di impegni da onorare. Dopo 22 mesi di stop la liquidità è finita e chiediamo al Ministero dell’Economia un prestito ponte a 24 mesi senza meriti creditizi per consentirci di sopravvivere”.  

Un comparto made in Italy, che rischia di sparire: “I nostri asset – ha commentato Ivana Jelinic, presidente Fiavet – rischiano di essere svenduti all’estero, lo Stato deve garantire la tutela del tessuto imprenditoriale del paese prima che i colossi internazionali possano approfittare. Le agenzie di viaggi rappresentano un valore per l’intera filiera del turismo e se in un momento di incertezza come questo non si comprende questo valore, si offre ai nostri competitor internazionali un’opportunità per soppiantare un pezzo importante del nostro tessuto produttivo, divorando la nostra offerta”. 

Le richieste al Governo 

Pacchetto Turismo in legge di Bilancio a cura del Governo Draghi:              

– Rifinanziamento del fondo per Tour Operator e Agenzie di Viaggio per il 2021 almeno per 500 milioni;    

- Prolungamento della cassa integrazione per il settore turismo a giugno 2022, così che le imprese del settore ancora ferme possano utilizzare per i propri dipendenti;        

- Proroga tax credit affitti: estensione del credito d’imposta sulle locazioni commerciali e affitto d’azienda e cessione fino al 30 giugno 2022.           

- Rimozione del divieto di viaggiare per Turismo e ricorso maggiore a protocolli di sicurezza efficaci, in maniera da premiare i viaggiatori immunizzati;         

– Interventi di natura finanziaria: creazione di un prestito ponte di almeno 24 mesi a tasso zero per consentire alle imprese di rimborsare voucher che scadranno a breve.