RICREA premia le due città toscane per i risultati nella raccolta degli imballaggi in acciaio: nel 2026 previste 1.200 tonnellate, il 4,8% in più rispetto all’anno precedente. Alla Fiera di Scandicci arriva Capitan Acciaio, mentre la Toscana racconta un modello virtuoso in cui ambiente, cittadini e innovazione costruiscono una nuova idea di territorio.
Ci sono molti modi per raccontare la bellezza di un territorio. Attraverso i suoi monumenti, i paesaggi, l’arte, la gastronomia. Ma esiste anche una bellezza meno evidente e sempre più importante: quella di una città che sa prendersi cura del proprio futuro.
È da qui che parte la storia di Firenze e Scandicci, premiate da RICREA – Consorzio Nazionale per il Riciclo e il Recupero degli Imballaggi in Acciaio, parte del Sistema CONAI – per i risultati raggiunti nella raccolta differenziata degli imballaggi in acciaio.
Un riconoscimento che mette al centro non soltanto numeri e performance ambientali, ma un’intera comunità: cittadini, amministrazioni, gestori e impianti che ogni giorno trasformano un gesto apparentemente piccolo — conferire correttamente un barattolo, una scatoletta, una lattina o un tappo — nell’inizio di una nuova storia.
Nel corso del 2026, a Firenze e Scandicci si prevede infatti di raccogliere 1.200 tonnellate di imballaggi in acciaio, con una crescita del 4,8% rispetto al 2025.
La sostenibilità comincia da un gesto
A portare questo messaggio nel cuore della Toscana è Capitan Acciaio, il supereroe di RICREA che fino a domenica 11 ottobre anima la Fiera di Scandicci con laboratori, attività e quiz pensati per adulti e bambini.
Un modo immediato e coinvolgente per spiegare un principio fondamentale dell’economia circolare: l’acciaio può essere riciclato all’infinito, mantenendo le proprie caratteristiche.
Così barattoli, scatolette, lattine, fusti, secchielli, bombolette, tappi e chiusure smettono di essere semplicemente ciò che resta dopo il consumo e diventano materia pronta a cominciare una nuova vita.
Ed è proprio questa capacità di trasformazione a rendere il riciclo dell’acciaio una delle storie più concrete della sostenibilità contemporanea.
«Siamo orgogliosi dell’impegno profuso nella raccolta e nel riciclo degli imballaggi in acciaio, sia a livello nazionale che locale», sottolinea Roccandrea Iascone, Responsabile Comunicazione e Relazioni Esterne di RICREA, ricordando come i risultati passino anche dalla capacità di coinvolgere e informare sempre meglio i cittadini.

Una filiera che accorcia le distanze
Dietro il riconoscimento assegnato a Firenze e Scandicci c’è anche un modello particolarmente interessante di filiera corta.
Gli imballaggi in acciaio conferiti dai cittadini nel multimateriale leggero vengono separati dagli altri materiali e, nello stesso stabilimento, ripuliti dalle impurità e triturati. Da qui possono raggiungere direttamente l’acciaieria, eliminando passaggi intermedi.
Meno trasporti, meno movimentazioni, minore impiego di risorse e tempi più contenuti. Una geografia del riciclo che accorcia le distanze e permette allo stesso tempo di controllare con precisione il percorso dei materiali fino al loro effettivo recupero.
Un modello che parla anche di innovazione industriale e che trova in Toscana un esempio significativo.
Il nuovo impianto Revet di Pontedera, avviato nel marzo scorso, consente infatti di trattare gli imballaggi in acciaio provenienti dalla regione e di trasformarli in proler, materiale end of waste destinato direttamente alle acciaierie.
Secondo i dati comunicati da Revet, si tratta di circa 11 mila tonnellate l’anno.
Firenze oltre il 65% di raccolta differenziata
Il premio arriva in un anno importante anche per Firenze, che nel 2026 ha raggiunto e superato la soglia del 65% di raccolta differenziata.
Un traguardo che, come sottolinea la Vicesindaca e assessora all’Ambiente Paola Galgani, apre ora una sfida ulteriore: quella della qualità del materiale raccolto.
«Per fare questo salto di livello è indispensabile investire in informazione, comunicazione ed educazione ambientale», osserva Galgani, indicando proprio iniziative come Capitan Acciaio tra gli strumenti capaci di accompagnare i cittadini verso comportamenti sempre più consapevoli.
Anche per la sindaca di Scandicci Claudia Sereni, il risultato appartiene prima di tutto alla comunità: «Una raccolta differenziata efficace nasce dalla partecipazione quotidiana di ciascuno».
Parole che restituiscono forse l’aspetto più interessante dell’economia circolare: la sostenibilità non è un concetto astratto, ma una somma di comportamenti quotidiani.
Un premio a un’intera filiera
Accanto ai Comuni di Firenze e Scandicci, RICREA ha premiato anche Plures, impegnata nella gestione della raccolta dei rifiuti, e Revet S.p.A., piattaforma di selezione.
Una scelta che fotografa l’intero percorso compiuto dall’acciaio: dalla casa del cittadino al sistema di raccolta, dalla selezione al trattamento, fino al ritorno in acciaieria.
È la dimostrazione di come l’economia circolare funzioni davvero quando ogni anello della catena dialoga con quello successivo.
E i risultati nazionali confermano la dimensione di questo percorso: nel 2025 in Italia sono state avviate a riciclo 442.666 tonnellate di imballaggi in acciaio, l’1,6% in più rispetto all’anno precedente, in un contesto in cui l’immesso al consumo è cresciuto del 10,6%, raggiungendo 538.726 tonnellate.
La Toscana che guarda avanti
Per chi racconta oggi un territorio, sostenibilità e qualità della vita sono diventate inseparabili dalla sua capacità di attrarre.
Firenze continua a sedurre il mondo con il Rinascimento, i suoi palazzi e una bellezza che non ha bisogno di presentazioni. Scandicci racconta il volto dinamico e contemporaneo dell’area fiorentina. Ma accanto alla Toscana delle cartoline ne esiste un’altra, meno fotografata e altrettanto interessante: quella che sperimenta, innova e prova a costruire un rapporto più intelligente con le proprie risorse.
Ed è forse questa la vera forza simbolica del premio RICREA.
Ricordarci che anche dietro una semplice scatoletta d’acciaio può nascondersi un viaggio. Un viaggio circolare, potenzialmente infinito, nel quale ciò che ieri sembrava un rifiuto può tornare domani a essere materia, oggetto, valore.
Perché il futuro dei territori più belli passa anche dalla capacità di non sprecare ciò che hanno tra le mani.