Teatro Ambra Jovinelli: la più saggia delle follie illumina Roma

La nuova stagione 2026/2027 trasforma il palcoscenico in uno specchio del nostro tempo tra grandi protagonisti, spettacoli internazionali e storie capaci di emozionare, provocare e far riflettere.

C’è una Roma che vive di arte, di incontri e di emozioni condivise. Una Roma che, ogni sera, accende le luci del palcoscenico e invita il pubblico a compiere un viaggio dentro sé stesso. È la Roma del Teatro Ambra Jovinelli, storico tempio dello spettacolo nel cuore dell’Esquilino, che presenta la stagione 2026/2027 sotto un titolo affascinante e provocatorio: “La più saggia delle follie”.

Un claim che racchiude l’essenza più autentica del teatro. Perché se il mondo contemporaneo sembra spesso dominato dall’incertezza, dalla velocità e dalla frammentazione, il teatro continua a essere uno dei pochi luoghi dove fermarsi, ascoltare e comprendere. Un luogo in cui la follia creativa dell’arte diventa uno strumento prezioso per leggere la realtà.

La nuova stagione dell’Ambra Jovinelli non offre rifugi rassicuranti. Al contrario, sceglie di affrontare il presente con coraggio, attraversando temi universali come identità, relazioni, memoria, potere, libertà e giustizia sociale. Lo fa attraverso un cartellone ricco e sorprendente che unisce grandi classici, nuove drammaturgie, spettacoli internazionali e alcuni tra gli artisti più amati del panorama contemporaneo.

Ad aprire la stagione sarà un evento di respiro internazionale: “Desert Films”, spettacolo scritto, diretto e interpretato da James Franco insieme a Peter Gold e Blaine Kern III. Un’opera visionaria sospesa tra cinema e teatro che esplora il fascino e il lato oscuro della celebrità, trasformando il palco in un’esperienza immersiva e ipnotica.

Tra i ritorni più attesi figurano Paolo Calabresi con Tutti gli uomini che non sono, Valerio Aprea con la sua irresistibile LaPOCAlisse e Luca Bizzarri che porta in scena Non hanno un dubbio, satira brillante e pungente dei nostri tempi digitali.

La stagione alterna ironia e profondità con progetti originali come Drag Ring, spettacolo che celebra la cultura queer attraverso una competizione teatrale dal vivo, e Svelarsi, esperienza intensa e coraggiosa che mette al centro il corpo femminile e il tema dell’autodeterminazione.

Non mancano i grandi testi della drammaturgia contemporanea. Da Closer di Patrick Marber con Paolo Kessisoglu a Le ultime lune di Furio Bordon interpretato da Alessandro Haber, fino a Figli di Mattia Torre, che torna a vivere sul palcoscenico attraverso la regia di Fausto Paravidino, in un omaggio emozionante a una delle voci più importanti della scrittura italiana.

Il periodo delle festività sarà impreziosito dall’attesissimo nuovo lavoro di Ferzan Ozpetek, Ruoli secondari, confermando un legame ormai speciale tra il regista e il pubblico dell’Ambra Jovinelli, che negli anni ha accolto i suoi spettacoli come autentici eventi culturali.

Tra gli appuntamenti di maggior rilievo spiccano inoltre Incendi di Wajdi Mouawad, straordinaria riflessione sulla guerra e sulla memoria, il nuovo monologo di Giuseppe Fiorello scritto e diretto da Ivan Cotroneo, Educazione sentimentale, e una potente rilettura di Otello con la drammaturgia di Dacia Maraini e la regia di Giorgio Pasotti.

Accanto ai grandi drammi trovano spazio anche la migliore tradizione della commedia italiana e internazionale con Luca Bizzarri, Enzo Paci e Antonio Zavatteri in Le nostre donne, Alessio Boni protagonista di Molière – L’arte della beffa, Rocco Papaleo nell’adattamento di Scheda bianca di José Saramago e il ritorno dell’amatissimo duo Ale&Franz con Capitol’ho.

A chiudere la stagione sarà uno dei fenomeni teatrali più amati degli ultimi anni: Perfetti sconosciuti di Paolo Genovese, ormai diventato un classico contemporaneo capace di conquistare pubblico e critica.

Ma la vera protagonista della stagione resta l’identità stessa dell’Ambra Jovinelli. Un teatro che continua a essere un luogo aperto, inclusivo e profondamente contemporaneo. Uno spazio dove convivono linguaggi diversi, generazioni differenti e visioni del mondo capaci di incontrarsi nel rito sempre attuale dello spettacolo dal vivo.

Per chi visita Roma, assistere a uno spettacolo all’Ambra Jovinelli significa vivere la città da una prospettiva privilegiata, entrando in contatto con la sua anima più autentica e creativa. È un’esperienza che arricchisce il viaggio e che trasforma una serata romana in un ricordo destinato a durare.

Perché in fondo, oggi più che mai, la più saggia delle follie è continuare a credere nella forza delle storie. E il Teatro Ambra Jovinelli, ancora una volta, è pronto a raccontarle.

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