
Ci sono festival che si raccontano attraverso i film. E poi c’è Cinema di Tavolara – Una notte in Italia, dove è il paesaggio stesso a diventare parte della sceneggiatura. Tra il turchese del mare, il profilo maestoso dell’isola e il silenzio della macchia mediterranea, la 36ª edizione della rassegna, in programma fino al 19 luglio tra San Teodoro, Porto San Paolo e l’Isola di Tavolara, trasforma ancora una volta la Sardegna in uno dei palcoscenici cinematografici più affascinanti del Mediterraneo.
Da oltre trent’anni questo festival custodisce un’identità rara: portare il grande cinema italiano fuori dalle sale tradizionali e restituirlo alla dimensione dell’incontro, dove artisti e spettatori condividono emozioni sotto un cielo stellato che sembra disegnato apposta per il grande schermo. Un’esperienza che va oltre la semplice visione di un film e diventa viaggio, scoperta e appartenenza.
Tra i volti simbolo di questa edizione c’è Ludovica Nasti, che torna a Tavolara con un ruolo speciale, accompagnando il pubblico nelle serate di proiezione insieme alla caporedattrice dell’ANSA Alessandra Magliaro. La giovane attrice rappresenta perfettamente lo spirito della manifestazione: uno sguardo rivolto ai nuovi talenti, ma profondamente radicato nella tradizione del cinema italiano e nel dialogo autentico con gli spettatori.
Il programma intreccia letteratura, musica, fotografia e grande schermo in un racconto corale. Dai libri di Marcello Fois e Christian Raimo ai film di Peter Marcias, Gianfranco Cabiddu, Vincenzo Alfieri, Massimiliano Gallo, Mirko Decandia e Margherita Spampinato, ogni appuntamento costruisce un itinerario culturale che accompagna il pubblico attraverso linguaggi e sensibilità differenti.

Il cuore più emozionante del Festival arriverà però sabato 18 luglio sull’Isola di Tavolara con la proiezione del cortometraggio Il viaggio di Matteo, diretto da Laura Moretto. Un’opera che racconta il progetto Tortellante, laboratorio modenese che coinvolge giovani e adulti nello spettro autistico nella produzione della pasta fresca artigianale. Qui la cucina diventa strumento di autonomia, inclusione e relazione, trasformando ogni tortellino in un piccolo simbolo di crescita condivisa. La presenza di Lara Gilmore, tra i fondatori del progetto insieme a Massimo Bottura, aggiunge ulteriore valore a una serata che unisce cultura, solidarietà e cinema.
Accanto alle proiezioni, il Festival invita anche a rallentare il passo. A Porto San Paolo la mostra CliCiak 2026 racconta il dietro le quinte del cinema italiano attraverso gli scatti dei fotografi di scena, mentre a San Teodoro le immagini di Paul Ronald, storico fotografo di Federico Fellini, Ettore Scola e Pier Paolo Pasolini, restituiscono frammenti preziosi della storia del nostro cinema.
È proprio questa capacità di fondere paesaggio, cultura e comunità a rendere il Festival di Tavolara un’esperienza unica nel panorama italiano. Qui il viaggio non è soltanto una destinazione, ma un modo diverso di vivere il cinema: con il rumore delle onde in sottofondo, il profumo della macchia mediterranea nell’aria e la sensazione che ogni proiezione diventi parte del luogo che la ospita.
In un tempo in cui le esperienze autentiche rappresentano il nuovo lusso del viaggio, Tavolara continua a dimostrare che il cinema può essere molto più di uno spettacolo. Può diventare un ponte tra persone, territori e storie, regalando a chi arriva sull’isola il privilegio di assistere a qualcosa che difficilmente si dimentica: una notte d’estate in cui la natura e il grande schermo parlano la stessa lingua.