All’Annual Meeting di Assarmatori la visione di Stefano Messina: competitività, libertà di navigazione e nuove rotte verso la decarbonizzazione
C’è un filo invisibile che attraversa oceani, collega continenti e sostiene l’economia globale. È il mare. Ed è proprio dal mare che, oggi più che mai, passano le grandi sfide del futuro: sicurezza energetica, sostenibilità, competitività industriale e libertà di commercio.
Nella cornice elegante del Grand Hotel Parco dei Principi di Roma, oltre settecento rappresentanti del cluster marittimo, delle istituzioni e dell’imprenditoria si sono riuniti per l’Annual Meeting di Assarmatori, un appuntamento che ha trasformato il dibattito sul trasporto marittimo in una riflessione più ampia sul ruolo strategico dello shipping per l’Italia e per l’Europa.
Al centro dell’intervento del presidente Stefano Messina, una convinzione netta: il trasporto marittimo non è soltanto un settore economico, ma una delle infrastrutture essenziali che garantiscono stabilità, approvvigionamenti e connessioni tra i territori. Uno sguardo inevitabilmente rivolto anche agli scenari internazionali. Il possibile ritorno alla normalità nello Stretto di Hormuz rappresenta una prospettiva incoraggiante per l’intero comparto, ma resta la necessità di garantire sicurezza agli equipaggi e continuità alle rotte commerciali. Da qui la richiesta di preservare uno dei principi fondamentali della navigazione internazionale: la libertà di transito, senza l’introduzione di nuovi pedaggi che rischierebbero di compromettere gli equilibri

Ma è soprattutto sul futuro della sostenibilità che il confronto si è acceso. Secondo Assarmatori, la transizione ecologica del trasporto marittimo richiede strumenti concreti, innovazione tecnologica e una visione industriale di lungo periodo. In questo contesto, Messina ha invitato l’Europa a superare un approccio esclusivamente normativo per costruire una strategia capace di coniugare decarbonizzazione e competitività.
Il settore marittimo, che negli ultimi anni ha dimostrato una straordinaria capacità di adattamento alle crisi geopolitiche, ai cambiamenti delle catene logistiche e alle nuove esigenze dei mercati, chiede oggi politiche che accompagnino la trasformazione senza penalizzare imprese e territori. Particolare attenzione è stata posta alla tutela dei collegamenti con le isole, delle Autostrade del Mare e delle attività di transhipment, considerate infrastrutture fondamentali per la coesione economica e sociale del Mediterraneo.
Lo sguardo, tuttavia, è rivolto soprattutto al domani. Tra le prospettive tecnologiche più innovative emerse durante l’assemblea figura il possibile utilizzo della propulsione nucleare di nuova generazione applicata al comparto navale. Un tema che fino a pochi anni fa sembrava appartenere alla fantascienza e che oggi entra nel dibattito industriale grazie allo sviluppo degli Small Modular Reactors e delle nuove tecnologie nucleari a basse emissioni.
Una soluzione che, secondo il mondo armatoriale, potrebbe contribuire in maniera significativa al raggiungimento degli obiettivi climatici, riducendo al contempo la dipendenza dalle future reti di approvvigionamento dei combustibili alternativi.
Accanto ai temi della sostenibilità e dell’innovazione, l’assemblea ha riportato l’attenzione anche sul capitale umano. I marittimi rappresentano il cuore pulsante dello shipping italiano e il rafforzamento della competitività delle imprese passa inevitabilmente anche attraverso politiche che valorizzino il lavoro nazionale e garantiscano continuità ai collegamenti che assicurano mobilità e servizi alle comunità insulari.
L’Annual Meeting di Assarmatori si è così confermato un osservatorio privilegiato sulle grandi trasformazioni che stanno ridefinendo il trasporto marittimo internazionale. Un settore spesso invisibile agli occhi del grande pubblico, ma essenziale per il funzionamento dell’economia globale.
Perché dietro ogni porto, ogni nave e ogni rotta c’è molto più di una semplice attività commerciale: c’è la capacità di un Paese di restare connesso al mondo, di generare sviluppo e di costruire il proprio futuro navigando verso nuove frontiere tecnologiche e sostenibili.