L’oro nascosto dell’economia circolare italiana Conou, il modello ce trasforma un rifiuto in una risorsa e fa dell’Italia un eccellenza europea

In un tempo in cui la sostenibilità viene spesso raccontata attraverso slogan e dichiarazioni d’intenti, esistono realtà che la praticano ogni giorno con risultati concreti, misurabili e riconosciuti a livello internazionale. Una di queste è il Consorzio Nazionale Oli Usati (CONOU), protagonista di una delle più straordinarie storie di economia circolare del nostro Paese.
Presentato a Roma il nuovo Rapporto di Sostenibilità 2025, che conferma numeri capaci di raccontare un primato difficilmente eguagliabile: il 100% dell’olio minerale usato raccoglibile viene recuperato e oltre il 98% viene rigenerato, trasformandosi nuovamente in basi lubrificanti di alta qualità. Un risultato che colloca l’Italia ai vertici europei, ben oltre la media continentale, ferma all’82% per la raccolta e al 61% per la rigenerazione.
Dietro questi numeri c’è una vera e propria filiera d’eccellenza che attraversa il Paese da nord a sud, coinvolgendo quasi duemila professionisti altamente specializzati e creando un sistema capace di coniugare tutela ambientale, innovazione industriale e valore economico.
Nel 2025 sono state raccolte 194.500 tonnellate di olio minerale usato, evitando che un rifiuto potenzialmente pericoloso diventasse una minaccia per l’ambiente e trasformandolo invece in una risorsa strategica per l’industria nazionale. Un processo virtuoso che consente all’Italia di coprire circa un terzo del proprio fabbisogno di basi lubrificanti attraverso materia prima rigenerata, riducendo significativamente la dipendenza dalle importazioni.
Ma il vero valore di questo modello emerge soprattutto nei benefici ambientali certificati. Per la prima volta il Rapporto è accompagnato dalla validazione indipendente dell’analisi LCA da parte di RINA, che conferma una riduzione del 41% delle emissioni climalteranti rispetto al ciclo produttivo tradizionale, un risparmio dell’83% di combustibili fossili e del 77% di acqua, oltre a una drastica diminuzione degli impatti sulla salute umana.

Risultati ancora più significativi se si considera il contesto in cui sono stati ottenuti. Il 2025 è stato infatti uno degli anni più complessi per il settore del riciclo, segnato dal forte calo del valore delle basi lubrificanti e da tensioni economiche che hanno interessato l’intera filiera europea dell’economia circolare. Eppure il sistema CONOU ha saputo mantenere stabilità, efficienza e capacità di innovazione.
Guardando al futuro, il Consorzio rafforza il proprio ruolo internazionale attraverso nuove collaborazioni con Spagna e Grecia, avviando un dialogo strategico tra i modelli più virtuosi del continente per condividere competenze, sviluppare nuove sinergie e contribuire alla definizione delle future politiche europee sull’economia circolare.
«La sostenibilità non è uno slogan ma la capacità concreta di generare risultati anche nelle fasi più difficili», sottolinea il Presidente Riccardo Piunti. Una visione che trova conferma nei numeri e che racconta una delle migliori espressioni del Made in Italy contemporaneo: quella che non produce soltanto valore economico, ma crea benessere ambientale, indipendenza strategica e innovazione.

Ma forse il segreto più autentico del successo del CONOU non si trova soltanto nei dati, nelle procedure o nei modelli organizzativi. Esiste un elemento meno visibile ma altrettanto determinante: il capitale umano e il patrimonio di fiducia costruito in oltre quarant’anni di attività.

«Credo che dietro questi risultati ci sia qualcosa che va oltre gli aspetti tecnici e organizzativi», osserva il Presidente Riccardo Piunti. «Organizzazioni come il CONOU non hanno fini di lucro e il loro vero risultato è l’ambiente. Questo genera un forte senso di appartenenza tra tutti i soggetti della filiera e un elevato livello di fiducia reciproca. Sono valori che non si trovano nei manuali, nei dati o negli schemi organizzativi, ma che si costruiscono nel tempo e diventano parte della cultura condivisa. È qualcosa di cui tutti sono profondamente orgogliosi».

In un mondo chiamato a ripensare il proprio rapporto con le risorse, il modello CONOU dimostra che il futuro può nascere proprio da ciò che siamo abituati a considerare uno scarto. È la storia di una trasformazione silenziosa ma fondamentale, che rende l’Italia un riferimento internazionale nella gestione sostenibile delle risorse e nell’economia circolare applicata all’industria.
Perché la vera ricchezza, oggi, non è soltanto ciò che produciamo, ma ciò che siamo capaci di rigenerare.

I NUMERI DEL CONOU NEL 2025

  • 58 Concessionari
  • 2 Imprese di Rigenerazione
  • 3 impianti di rigenerazione
  • 194,5 mila tonnellate di olio usato raccolte
  • Oltre il 98% dell’olio raccolto avviato a rigenerazione
  • Oltre il 51% di rapporto tra olio raccolto e olio immesso al consumo
  • Oltre 1.980 addetti coinvolti lungo la Filiera
  • 688 automezzi dei Concessionari
  • Oltre 23 milioni di km percorsi dagli automezzi per la raccolta e il conferimento

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