Nel Lazio, una classe di bambini trasforma il riciclo in poesia. E ci ricorda – con leggerezza e intelligenza – che la sostenibilità è il viaggio più importante di tutti.

C’è un momento, rarissimo e prezioso, in cui il futuro smette di essere un concetto astratto e prende forma concreta. Non accade nei summit internazionali o nelle grandi conferenze, ma tra i banchi di una scuola primaria, dove le parole diventano gioco, ritmo e – sorprendentemente – consapevolezza.
Succede a Roma, alla scuola primaria Giulio Cesare, dove la classe III A ha vinto l’edizione 2026 di Ambarabà Ricicloclò®, il progetto educativo promosso da RICREA. E lo ha fatto con una “conta” in rima, di quelle che si sussurrano nei cortili e si imparano senza accorgersene, ma che questa volta racconta una storia diversa: quella dell’acciaio che rinasce.
“Ponte ponente! L’acciaio è sorprendente…”
E già qui si intuisce tutto: ritmo, fantasia e una verità semplice che arriva dritta al punto.
La sostenibilità che si impara giocando
Il progetto, patrocinato dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e inserito nel piano RiGenerazione Scuola del Ministero dell’Istruzione e del Merito, ha coinvolto oltre 1.700 studenti e 45 scuole in tutta Italia. Numeri importanti, certo. Ma ciò che colpisce davvero è il metodo.
Non lezioni frontali, non grafici complessi. Ma rime, immagini, immaginazione.
Perché se vuoi che un bambino capisca davvero qualcosa, devi farlo entrare nella sua lingua. E quella lingua, spesso, è fatta di gioco.
Tre le sfide: raccontare un imballaggio in acciaio, immaginare cosa diventa dopo il riciclo e descrivere il processo di trasformazione. Un piccolo viaggio circolare, che parte da una scatoletta e arriva – potenzialmente – ovunque.
L’acciaio, questo sconosciuto (ma eterno)
Nel mondo del turismo, siamo abituati a raccontare luoghi che si trasformano, identità che si evolvono, territori che si reinventano. Ma raramente ci fermiamo a pensare che anche gli oggetti che usiamo ogni giorno hanno una loro “vita da viaggio”.
L’acciaio, ad esempio, è riciclabile al 100% e all’infinito. Una promessa quasi poetica: niente si perde, tutto si trasforma. Ma – ed è qui il punto – solo se qualcuno sceglie di farlo.
Ed è proprio su questa scelta che si gioca la partita più importante.

Piccoli viaggiatori della sostenibilità
I bambini coinvolti nel progetto non sono semplici studenti: sono, in un certo senso, i nuovi viaggiatori della sostenibilità. Esplorano un mondo invisibile fatto di materiali, cicli produttivi e responsabilità condivise. E lo fanno con una leggerezza che noi adulti abbiamo spesso dimenticato.
Le loro conte in rima – illustrate da Enrico Macchiavello e raccolte in un volume dedicato – diventano così piccole guide di viaggio. Non verso una destinazione geografica, ma verso un modo diverso di abitare il pianeta.
Un premio che vale molto più del valore economico
Alle scuole vincitrici andranno gift card per materiale didattico: 2.000 euro ai primi classificati, 1.000 ai secondi, 500 ai terzi. Un riconoscimento concreto, certo.
Ma il vero premio è altrove.
È nella consapevolezza che nasce. Nella capacità di trasformare un gesto quotidiano – buttare una lattina, differenziare un barattolo – in un atto di responsabilità. E, perché no, anche in una piccola poesia.
In un’epoca in cui il turismo ridefinisce continuamente il concetto di lusso – esperienze autentiche, connessione con il territorio, rispetto per l’ambiente – forse dovremmo iniziare a guardare anche qui.
A queste aule. A queste rime. A questi bambini.
Perché il vero lusso, oggi, è sapere che il futuro è già in buone mani.
E che, tra una conta e l’altra, qualcuno sta imparando a salvarlo.
Maggiori informazioni sul sito ricreaedu.org e sulle pagine social.